Scheda informativa Terrasini
Il Comitato di Terrasini
L’amministrazione
Il Sindaco Randazzo di A.N., eletto nel giugno 2002, si è dimostrato inadeguato al ruolo che gli compete e incapace di affrontare le problematiche riguardanti lo sviluppo socio- economico della comunità di Terrasini. La sua attività amministrativa è stata caratterizzata da un’incredibile girandola di assessori (24 gli assessori che fino ad ora si sono avvicendati) e da una maggioranza consiliare (Forza Italia, UDC, Alleanza Nazionale), litigiosa, dedita alle spartizioni, risicata e puntellata da tre consiglieri transfughi provenienti dall’opposizione.
Le problematiche
Le questioni più rilevanti riguardano essenzialmente il mancato sviluppo del territorio nel suo complesso; il decollo mai avvenuto di Terrasini come terzo Polo turistico della Sicilia nonostante la sua offerta turistica in termini di capacità posti letto (circa 2400 tra Città del Mare ed altre realtà alberghiere più piccole), la sua posizione sul Golfo di Castellammare e le sue bellezze naturali, la presenza di importanti realtà culturali quali il Museo Regionale di Storia Naturale di Palazzo D’Aumale.
- Terrasini è uno dei pochi comuni siciliani che si è dotato di un Piano Regolatore Generale, in vigore dal 1999. La sua scadenza naturale avverrà nel 2009 e poco è stato attuato dalle giunte di destra che si sono avvicendate negli ultimi 8 anni. Ad oggi non sono stati approvati i Piani Particolareggiati del Centro Storico che avrebbero permesso la rivalorizzazione del patrimonio edilizio dello stesso centro urbano, vane le promesse di una sostanziale modifica che permetta il decollo dell’economia.
- Impianto portuale: la lite sui confini esistente tra Terrasini e Cinisi ha di fatto bloccato il territorio conteso tra i due comuni; uno degli effetti più dannosi di questa conflittualità è stato il mancato accordo sul Piano Regolatore del Porto e ciò ha pregiudicato negli anni lo sviluppo delle capacità ricettive di turismo da diporto ma anche il settore della pesca. Le iniziative d’imprenditori privati con la collocazione di banchine mobili devono essere regolate, evitando danni a carico del porto peschereccio e della marineria locale che conta più di mille addetti.
- Confini con Cinisi: vi è una porzione consistente di territorio contesa da oltre un cinquantennio tra i due comuni; il problema è scoppiato negli ultimi anni quando decine di abitanti di Terrasini si sono visti recapitare doppie cartelle esattoriali dai due comuni. Da qualche mese una commissione mista composta da consiglieri comunali lavora su una ipotesi di accordo che vedrebbe la creazione di un confine fisico ben definito con uno scambio di porzioni di territorio che sta già scatenando la rabbia dei cittadini coinvolti. Da tempo i partiti progressisti e le associazioni ambientaliste e culturali dei due paesi sostengono la necessità di avviare un percorso che possa portare le comunità di Terrasini e Cinisi a realizzare attività consortili al servizio dei cittadini. E' inimmaginabile pensare che due realtà limitrofe possano continuare a gestire separatamente (in attesa delle ATO) servizi onerosi e fondamentali come quelli della depurazione delle acque, della raccolta dei rifiuti, dello sviluppo turistico o dei servizi sociali.
- Impianto di depurazione: L’amministrazione comunale ha presentato nel settembre 2003 un progetto di realizzazione di un impianto a Calarossa, sul Lungomare Peppino Impastato, scelta ritenuta da molti cittadini e dal centro-sinistra assolutamente inadeguata. A distanza di appena un chilometro Cinisi ha costruito, in zona aeroportuale, un primo modulo di trattamento dei reflui che andrà a regime entro la fine dell'anno; questo primo modulo d’impianto dovrà essere adeguato in tempi brevi alla nuova normativa della legge 152/99 e per questo sono disponibili già altri 3,5 milioni di Euro. Il progetto generale prevede un secondo modulo di ampliamento che se adeguatamente modificato potrebbe portare ad oltre 30.000 abitanti equivalenti la capacità di tale sistema di depurazione. E’ irrazionale che in due realtà confinanti che complessivamente non superano i 20.000 abitanti, si possano impiantare due depuratori con costi finanziari enormi per la realizzazione e la gestione e costi ambientali per il territorio considerato che a Terrasini ci troviamo in piena area SIC (Sito di Interesse Comunitario), su uno dei tratti di costa più belli di tutta la Sicilia occidentale. La mancanza di un piano comprensoriale di interventi per il trattamento delle acque che coinvolga i vari comuni sottolinea l’inefficienza del Commissario per i rifiuti e per le acque Salvatore Cuffaro. I partiti dell’Unione sollecitano un intervento risolutorio che partendo dal depuratore consortile possa creare le basi e la prospettiva di uno sviluppo ecosostenibile di questa parte della Sicilia Occidentale che passa anche attraverso il risanamento del bacino idrico del Golfo di Castellammare.
- Politiche giovanili: i giovani sono spesso visti come categoria a sé stante. Non è così. Essi sono parte funzionale di uno sviluppo economico-sociale, che va incentivata e sollecitata. Vanno fatti investimenti nel mondo della scuola e dell’università pubblica. Un università laica che sia l’università del Mediterraneo. Per quanto riguarda l’ingresso nel mondo del lavoro il precariato colpisce in modo particolare la “classe dei giovani”. Questo nuovo sfruttamento va combattuto e sconfitto stabilizzando gli attuali precari e non creandone dei nuovo.
- Turismo: L’inadeguatezza dell’amministrazione di centrodestra ha impedito e impedisce il decollo della attività turistica di Terrasini. Nonostante la presenza di numerosi servizi alberghieri, di posti letto, rinomate bellezze naturali che non si è stati capaci di sfruttarle al meglio. Il rilancio del turismo deve essere la risposta al fenomeno della emigrazione, purtroppo, in crescita esponenziale negli ultimi anni.
